domenica 22 ottobre 2017

Blade Runner 2049 - Il legame di Philip K. Dick con la sorella gemella perduta



In occasione dell'arrivo nelle sale cinematografiche italiane del film Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve, sequel del cult movie del 1982 diretto da Ridley Scott, si fornisce un approfondimento su un aspetto importante per la comprensione del film, relativo alla vita dello scrittore Philip K. Dick (1928-1982), l'autore che con le sue opere ha ispirato il film originale e il suo seguito, poiché, come detto da un personaggio femminile nel corso del nuovo film, ogni autore mette qualcosa della propria vita nelle sue opere.


Prima edizione americana del romanzo di Dick a cui è ispirato Blade Runner
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Per chiarezza, va detto che il titolo "Blade Runner" non proviene da un romanzo di Dick - il suo libro a cui si ispirò Scott, era Do Androids Dream of Electric Sheep? (1968), in Italia noto coi titoli "Blade Runner", "Il cacciatore di androidi" e "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" -, ma da un'opera di un altro scrittore, William S. Burroughs, anch'esso molto influente sulla letteratura, sulla produzione fumettistica e sulla cinematografia cyberpunk sviluppatasi a partire dagli anni '80. Il libro di Burroughs, intitolato Blade Runner (a movie) (1979, in Italia noto come "Blade Runner, un film" e "Blade Runner. Progetto di un film"), a sua volta consisteva nel progetto di un adattamento cinematografico del romanzo di un altro autore, The Bladerunner (1974, aka "The Blade Runner", in Italia edito inizialmente col titolo "Medicorriere") di Alan E. Nourse.



Edizione americana del romanzo di Burroughs
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Prima edizione americana del romanzo di Nourse
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Prima edizione italiana (1981) del libro di Nourse
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Per conoscere l'aspetto della vita di Dick utile per la comprensione del film Blade Runner 2049, un prezioso contributo viene offerto dal documentario francese Les mondes de Philip K. Dick (2015, in Italia trasmesso da Sky Arte col titolo "Philip K. Dick - Fantascienza e pseudomondi") di Yann Coquart, al cui interno sono presenti le testimonianze di Tessa B. Dick (si tratta di Leslie Ann Busby, la quinta moglie dello scrittore, che lo sposò giovanissima nel 1973, per poi divorziare nel 1977), di Anthony Peake (autore della biografia Philip K. Dick - L'uomo che ricordava il futuro [2013], edita in Italia da Gremese nel 2017), e dello psicoterapeuta Barry Spatz, che ebbe in cura lo scrittore per un periodo.


Biografia della quinta moglie di Dick.
Negli USA è stata pubblicata nel 2009, mentre in Italia nel 2017
Il blog di Tessa Dick si trova a questo link

Nel corso del documentario si focalizza l'attenzione sulla sorella gemella dello scrittore, Jane C. Dick, scomparsa sei settimane dopo la propria nascita: nacque prematuramente insieme a Philip il 16 dicembre 1928 e morì il 26 gennaio 1929. In seguito a questa tragedia, i genitori di Dick divorziarono e lui andò a vivere con la madre, sebbene tra lui e la donna i rapporti fossero molto difficili, come risulta dalla seguente dichiarazione di Tessa Dick, proveniente dal documentario:

Phil aveva grossi problemi con sua madre, problemi che risalivano alla sua prima infanzia. Lui sentiva che lei gli attribuiva la colpa per la morte della sua sorella gemella.
La biografia di Dick scritta da Anthony Peake
Negli USA è stata pubblicata nel 2013, mentre in Italia nel 2017

Per comprendere l'importanza e la profonda influenza che la perdita della sorella ha avuto sulla vita e sulle opere di Dick, va ricordato il fatto che essa fu sepolta dai genitori a Fort Morgan in Colorado, in una tomba con una lapide dove era presente anche una targa vuota, in cui inserire il nome e i dati anagrafici di Philip K. Dick al momento della sua morte. I genitori avevano scelto una tomba che potesse accogliere entrambi i corpi dei propri figli, una circostanza che segnò profondamente Dick, come ben raccontato dal suo biografo Anthony Peake nel documentario di Coquart:


Per tutta la vita Phil sentì di esistere solo a metà, nel senso che una parte di lui era morta. Quella parte era già stata seppellita e giaceva sottoterra in una tomba. Quello che è molto interessante in tutto ciò, è che sapeva che c'era nelle colline del Colorado, un posto che attendeva proprio lui, perché la lapide originale nella quale Jane fu seppellita nel 1929 aveva inciso il nome della bambina sopra, con accanto uno spazio vuoto per accogliere quello di Phil. E alla fine quando Phil è morto, è stato seppellito accanto a sua sorella. (...)
La lapide della tomba della sorella gemella di Philip K. Dick, Jane
Il riquadro a destra è quello riservato a Philip.
Immagine tratta dal documentario di Yann Coquart
Nella sua testa lei era la ragazza dai capelli neri. Per tutta la vita Phil è andato in cerca di quella che lui aveva chiamato "la ragazza dai capelli neri", e se guardi alle donne che gli sono state accanto, ti accorgi che sono tutte più o meno di quel tipo. Probabilmente lei incarnava la sua idea di come sua sorella Jane sarebbe diventata. In effetti, non smise mai di cercarla. La sua sorella perduta, il grande vuoto della sua esistenza, e questo deve averlo fatto sentire irreparabilmente solo.
Libro postumo, curato da Mark V. Ziesing.
Si tratta di una raccolta di scritti (lettere, saggi, ecc...) di Dick.
Negli USA fu pubblicato per la prima volta nel 1988, mentre in Italia nel 2014

Il parallelo tra la figura della "ragazza dei capelli neri" e la sorella di Dick, è confermato anche da Tessa Dick nel documentario di Coquard, dove lei, in proposito di quella presenza femminile, afferma che:

In alcuni racconti è Rachael, in altri si chiama diversamente, ma è sempre lo stesso tipo. Ha le stesse caratteristiche, è... la stessa donna.
Rachael (Sean Young) nel film Blade Runner
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Anche Philip K. Dick ebbe più volte modo di scrivere e di parlare di quella misteriosa donna dai capelli neri di cui avvertiva la presenza, come ad esempio nella sua conferenza pubblica che tenne nel 1977 alla seconda edizione del Festival Internazionale della Fantascienza di Metz in Francia (manifestazione tenutasi dal 1976 al 1986), e della quale si fornisce il seguente estratto presente all'interno del documentario di Coquard:

Accade spesso, nei miei lavori, che una ragazza dai capelli scuri si presenti davanti alla porta di casa del protagonista e gli dica che la sua vita è allucinata e che c'è qualcosa di fasullo in essa. Beh, tutto questo alla fine è capitato a me. Speravo che i suoi capelli sarebbero stati neri. Avevo l'esatta percezione di come mi sarebbe apparsa e di cosa avrebbe detto. (...) Lei è apparsa, era una totale sconosciuta. E mi ha informato di questa cosa, che alcuni dei miei lavori di finzione sono, nel senso letterale del termine, "reali".
Da Blade Runner 2049:
K. (Ryan Gosling) e la sua "compagna" Joi (Ana de Armas), una ragazza dai capelli scuri
Il loro legame, anche per via delle iniziali dei nomi, sembra alludere a quello tra Dick e la sorella Jane
(fonte)

Lo stesso Dick, inoltre, nei suoi scritti e nei suoi appunti ha fatto più volte riferimento alla propria sorella gemella, e all'importanza che per lui aveva il suo ricordo, come testimoniato dai brani (alcuni dei quali consultabili a questo link) in cui la menziona all'interno del suo libro autobiografico The Exegesis of Philip K. Dick (edito postumo nel 2011, a cura di Pamela Jackson e Jonathan Lethem, in Italia pubblicato col titolo "L'Esegesi 2-3-74" da Fanucci nel 2015), durante la cui preparazione Dick scrisse questi appunti (chiamati "Note per l'Esegesi" e risalenti al 1980), citati nel documentario di Coquard:

Mia sorella è tutto per me. Ho il terrore di essere separato da lei. Con lei, senza di lei: è un'oscillazione. A volte la sento dentro di me, a volte fuori, ma io l'ho perduta.
Philip K. Dick
(fonte)

L'importanza della sorella gemella perduta di Dick, riaffiora nel film Blade Runner 2049, dove la ricerca di una coppia di fratelli gemelli composta da un maschio e da una femmina, uno dei quali apparentemente deceduto, riveste un'importanza narrativa cruciale per lo svolgersi degli eventi, sui quali indaga il detective-replicante K. (interpretato da Ryan Gosling), il cui nome allude in modo molto evidente al secondo nome dello scrittore statunitense, "Kindred", solitamente sempre abbreviato con la sola lettera K seguita da un punto. Allo stesso tempo, il nome K. può alludere anche al cognome dello scrittore Franz Kafka, per sottolineare l'angoscia della "vicenda kafkiana" in cui è coinvolto il protagonista alla ricerca di conferme sulla propria identità.



Il regista Ridley Scott e Philip K. Dick durante la preparazione di Blade Runner
(fonte)

Per concludere, si cita questa dichiarazione dello psicoterapeuta Barry Spatz, che ebbe in cura Dick:

Mi chiedo come avrebbe vissuto il successo. Ha avuto l'infarto poco prima dell'uscita di Blade Runner. Sarebbe dovuto arrivare in limousine insieme a Harrison Ford la sera della prima. Quando si dice il destino...
Phil non è stato uno scrittore normale di quelli che cercano gloria e fortuna, non era così. Lui scriveva per varie ragioni, per trovare un equilibrio nella sua vita. Proprio non riesco a immaginare, se fosse vissuto più a lungo, come avrebbe gestito il successo.
Locandina originale del film Blade Runner (1982)
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Per espressa volontà di Philip K. Dick, il suo corpo venne sepolto a Fort Morgan (Colorado) nel cimitero dove si trovava la propria sorella, aggiungendo il proprio nome accanto a quello della sua gemella, rispettando così quanto venne deciso dai loro genitori.



La lapide della tomba dei fratelli gemelli Philip e Jane Dick a Fort Morgan
Immagine tratta dal documentario di Yann Coquard

P.S. Per informazioni, testimonianze e aneddoti sulla lavorazione del film Blade Runner di Ridley Scott, si consiglia la visione del documentario Dangerous Days - Making Blade Runner (2007) di Charles de Lauzirika. Per quello che invece riguarda le origini della letteratura cyberpunk, si consiglia la lettura di questo articolo del blog.



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2 commenti:

  1. Bell'articolo pieno di spunti interessanti, come sempre :)
    Non sono un "dickiano" di ferro, anzi credo di aver letto meno di un quarto della sua produzione, ma sono da sempre affascinato dalla sua... follia? Ho notato che i suoi libri che preferisco sono quelli che mi provocano la maggiore angoscia, come la trilogia di Valis e il, per me terrificante, Un oscuro scrutare. Sapevo della sorella e dell'ossessione di Dick per la sorella e mi fa rabbrividire la scelta della sepoltura...
    Rinnovo i complimenti.
    Un caro saluto.

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    1. Ciao Orlando, grazie mille per aver letto e apprezzato anche questo mio nuovo articolo. ;)
      Vedendo "Blade Runner 2049" al cinema, ho pensato che fosse opportuno approfondire un po' l'aspetto del rapporto tra Dick e sua sorella, in modo da sottolineare quanto profondamente il film attinga alla vita dello scrittore e ai suoi tormenti famigliari.
      Un abbraccio, ciao!

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