giovedì 24 dicembre 2015

Azione, horror e umorismo, secondo Wolfgang "Woolie" Reitherman, l'erede di Walt Disney



Nel corso del 2015, tra i vari anniversari relativi alle scomparse di artisti famosi, è ingiustamente passato sotto silenzio quello del regista e animatore disneyano Wolfgang "Woolie" Reitherman, morto il 22 maggio 1985 in un incidente stradale non molto distante dalla sua casa a Burbank (California), luogo in cui hanno sede gli studi della Disney. Per porre rimedio a questo "vuoto" e per iniziare a rivolgere la dovuta attenzione agli animatori che hanno lavorato ai film disneyani più noti e amati in tutto il mondo, si presenta questo approfondimento dedicato al regista de La Spada nella Roccia (1963), Il Libro della Giungla (1967), Gli Aristogatti (1970), e Robin Hood (1973), che lo stesso Walt Disney, poco prima della propria morte avvenuta nel 1966, nominò suo erede artistico.


Wolfgang "Woolie" Reitherman
(fonte)

Nato a Monaco di Baviera, in Germania, il 26 giugno 1909, Reitherman emigra con la sua famiglia negli USA quando è ancora molto piccolo. È lui stesso a raccontare il legame tra il suo percorso formativo artistico - studiò e si laureò nel 1933 presso il Chouinard Art Institute a Los Angeles - e il successivo approdo alla Disney negli anni '30, in una delle sue rare interviste apparse sulla carta stampata in Italia:
Mi piaceva copiare la vita: disegnavo tutto quello che si muoveva. Andavo al circo e riempivo quaderni di schizzi. Il mio insegnante ne mostrò un po' a Walt, e gli piacquero. Così finii a lavorare per lui. Era il periodo in cui Disney stava cercando di disfarsi dei cartoonist e sostituirli con artisti. Fui fortunato, perché mi mise subito all'animazione, senza farmi fare la trafila del lungo apprendistato. Se mi fosse toccato anche quello, dubito che avrei resistito a lungo alla Disney. (...)
Credo che la prima cosa che animai furono dei coniglietti in [un] cortometraggi[o]. Mi ricordo che erano coniglietti che cercavano di prendere delle uova messe su un asse inclinato. I coniglietti erano belli; ma non mi riusciva di far scendere bene le uova [riferimento alla Silly Symphony intitolata Funny Little Bunnies (1934), in Italia nota come "I coniglietti buffi"].
(cfr. l'articolo Reitherman, mezzo secolo con la Disney - Da Biancaneve a Red e Toby, nemiciamici, di David Robinson, La Stampa, 05/01/1982; l'edizione originale inglese dell'articolo venne pubblicata sul Times)

Una delle prime importanti occasioni di lavoro per Reitherman giunge con la produzione del primo film d'animazione disneyano, Biancaneve e i sette nani (1937). Per questo lungometraggio a Woolie viene affidato il compito di animare il volto sovrannaturale del Servo dello Specchio, a cui si rivolge in diverse occasioni la malvagia regina. Partendo dall'illustrazione realizzata appositamente dall'artista danese Kay Nielsen (1886-1957) per definire la caratterizzazione grafica della matrigna e dello specchio, Reitherman realizza questo volto simmetrico, simile a una maschera teatrale sospesa nel vuoto, facendone muovere in modo verosimile solo le cavità intorno agli occhi (privi di pupille) e alle labbra. Prima di arrivare alle animazioni definitive del personaggio incluse nel film, Reitherman - fino ad allora più a suo agio con le animazioni di Goofy/Pippo ("Credo di aver trovato un po' di me stesso in lui. È così simpaticamente ingenuo che qualunque cosa gli capiti ne esce sempre bene", cfr. il sopracitato articolo di Robinson), incentrate sul movimento dell'intero corpo di un personaggio -, dovette rifarle per ben 9 volte, ritrovandosi coi suoi disegni perfettamente simmetrici alterati dall'inserimento del fumo e del fuoco all'interno dello specchio.

Illustrazione di lavorazione per Biancaneve,
creata da Kay Nielsen
Il volto del Servo dello Specchio,
animato da Reitherman

Riguardo alle difficoltà e alle innovazioni tecniche di Biancaneve, Reitherman ha dichiarato che una delle maggiori novità fu "soprattutto l'idea della "posa", dovuta in gran parte a Ham Luske [riferimento a Hamilton Luske (1903-1968), in seguito addetto alla regia di film disneyani come Pinocchio e Cenerentola]. Prima i personaggi dei cartoni animati erano sempre in movimento. In Biancaneve incominciarono ad assumere atteggiamenti umani, a fermarsi. Per la prima volta riuscimmo a rendere espressivi i loro volti".


Hamilton Luske (fonte)

Nonostante la difficile lavorazione e il soprannome di "la follia di Disney" affibbiato dai media statunitensi a Biancaneve prima della sua uscita, la pellicola ottiene un enorme successo internazionale, sia di critica, sia di pubblico, spingendo Walt Disney e il suo gruppo di artisti a proseguire nella produzione di nuovi film d'animazione. Per la loro seconda opera, Pinocchio (1940), Reitherman si occupa di parte delle animazioni del personaggio di Jiminy Cricket (il Grillo Parlante) e soprattutto cura interamente quelle della gigantesca balena "Monstro" (nome assente nell'edizione italiana del film), per la quale presta molta attenzione ai movimenti, all'aspetto e al colore, in modo da trasmettere le impressioni di pericolo, di pesantezza, di ira e di spaventosa velocità, suscitate dall'aspetto e dall'avvicinarsi di quella creatura.


Monstro, la balena gigante

La propensione di Reitherman per le scene di suspense e d'azione viene confermata dal successivo film disneyano, Fantasia (1940), per il quale realizza le animazioni del duello mortale tra il Tirannosauro e lo Stegosauro, inserito nell'episodio della "Sagra della primavera", offrendo uno spettacolo drammatico, coinvolgente ed estremamente innovativo agli occhi del pubblico di quei tempi. L'efficacia delle animazioni di Reitherman è tale da divenire un vero e proprio punto di riferimento per la successiva rappresentazione animata dei dinosauri al cinema, come nel caso del film Alla ricerca della valle incantata (1988), diretto da Don Bluth, che per lungo tempo fu allievo e collaboratore di Reitherman alla Disney.


Il duello tra dinosauri in "Fantasia"
Alla ricerca della Valle Incantata (1988)

Dopo aver preso parte a Dumbo (1941) - sue le animazioni dell'entrata in scena del topo Timothy ("Timoteo") e della sua successiva difesa del protagonista dalle elefantesse che lo trattano male -, e a Bambi (1942) - anche se non accreditato, Woolie lavora al personaggio di Ronno, il rivale del protagonista, nella scena, caratterizzata da un uso irreale ed emotivo dei colori, in cui i due si scontrano per conquistare la cerbiatta Faline -, Reitherman parte con Disney e altri animatori alla volta del Sud America, dove vengono realizzate riprese dal vivo e schizzi preparatori per Saludos Amigos (1942), per il quale l'artista tedesco si occupa dell'episodio argentino con protagonista il "gaucho" Goofy/Pippo.


"Woolie" al lavoro sul topo Timothy per "Dumbo"
(fonte)

Nonostante la sua carriera sembri procedere per il meglio, Reitherman e i suoi colleghi della Disney vengono travolti dagli eventi della seconda guerra mondiale, che avevano già creato problemi alla casa di produzione statunitense fin dai tempi della distribuzione di Pinocchio, come raccontato dallo stesso Reitherman: "Pinocchio uscì quando la guerra iniziò in Europa. Ora, perfino a quei tempi, da che mi ricordo, eravamo soliti fare il 40% dei profitti dalla distribuzione estera. Beh, quei profitti non c'erano più" (cfr. il commento audio a Dumbo, inserito nell'edizione dvd del 2010).

Sorte analoga toccò anche a Fantasia, Dumbo e Bambi, i quali ottennero solo limitate distribuzioni estere nel corso della seconda guerra mondiale, insufficienti per far fronte alle enormi spese sostenute da Disney per produrre tutti quei film. Per colmare i debiti, la casa di produzione stringe un'alleanza con il governo federale statunitense e con l'esercito, impegnandosi a produrre cortometraggi di propaganda (come Reason and Emotion del 1943), e fornendo anche del personale da mandare in guerra, come accade a Woolie, il quale abbandona la sua attività artistica per divenire un pilota di aerei da trasporto nei cieli dell'Africa, dell'Asia e del Sud Pacifico, ottenendo, alla fine della guerra, i gradi di Maggiore e una medaglia al merito (la Distinguished Flying Cross), realizzando così la sua aspirazione giovanile di divenire un pilota professionista.



Woolie, in divisa durante la seconda guerra mondiale

Rientrato dalla guerra (al termine della quale, nel 1946, stringe una relazione con un'infermiera, poi divenuta sua moglie), Reitherman riprende il suo lavoro alla Disney, offrendo una magistrale prova del suo talento con le animazioni dello spaventoso cavaliere senza testa (partendo da un'illustrazione di Mary Blair), che appare in La leggenda della Valle Addormentata, secondo episodio del lungometraggio Le avventure di Ichabod e Mr. Toad (1949).


Il cavaliere senza testa, secondo Mary Blair
Il cavaliere senza testa, disegnato da Reitherman

L'esperienza diretta della guerra, aumentò la propensione di Reitherman per le scene d'azione, come confermato da Don Bluth: "Woolie era un tipo molto avventuroso. E, in arte, tutto ciò che una persona ha nell'anima, sembra affiorare nella loro opera. Era un pilota da combattimento nella seconda guerra mondiale, aveva visto e amava l'azione" (cfr. il making of della Bella addormentata nel bosco, inserito nell'edizione dvd del 2008).

Anche in Cenerentola (1950), Woolie si occupa dell'ideazione e della cura di una scena d'azione, lavorando al momento in cui i topini amici della protagonista, vogliono andare a liberarla salendo le scale per portarle la chiave, mentre su di loro incombe il gatto della matrigna della ragazza. In questo caso è però l'umorismo a prevalere, come accade anche in Le avventure di Peter Pan (1953), per il quale Reitherman lavora al coccodrillo e ad alcune scene di duello tra Capitan Uncino e il protagonista, nelle quali predilige i risvolti divertenti a quelli drammatici.



Il coccodrillo in "Peter Pan"

Il ritorno di Reitherman all'azione drammatica avviene con Lilli e il Vagabondo (1955), per il quale si occupa del personaggio del ratto e di due importanti scene incentrate su Biagio ("Tramp", cioè "Vagabondo", in originale): quella che lo vede scontrarsi con un gruppo di cani per difendere Lilli ("Lady" in originale), e quella che lo vede affrontare il ratto all'interno della casa. Riguardo alla preparazione della prima scena, Richard "Dick" Reitherman (primogenito dell'animatore e uno dei doppiatori di Artù in La spada nella roccia) ha dichiarato:
Un giorno mio padre e alcuni altri animatori stavano rivedendo la scena della rissa tra cani di Lilli e il Vagabondo. Ricordo che con una lampada da tavolo proiettavano l'ombra sulla parete, e gli animatori iniziarono ad azzuffarsi per terra: un paio osservava gli altri due, per capire i giochi d'ombra sulla parete. Cercavano di fare tutte le mosse possibili per riprodurre uno scontro non crudele, ma simile a una lite nel cortile della scuola.
(cfr. il making of di Lilli e il Vagabondo, contenuto nell'edizione dvd del 2006)
Biagio difende Lilli
Lo scontro tra Biagio e il ratto, sulla culla del bambino

Visti i continui ottimi risultati, Disney affida a Reitherman la sua prima regia di un'intera sequenza nel film La bella addormentata nel bosco (1959), assegnandoli la direzione del memorabile duello finale tra il principe e la strega Malefica ("Maleficent"), che vede quest'ultima trasformarsi in un drago reso ancor più imponente sul grande schermo dall'adozione del formato panoramico accompagnato da una pellicola a 70 millimetri, utilizzata per la produzione e proiezione del lungometraggio nelle sale cinematografiche. Per questa sequenza entrata a pieno titolo nella storia del cinema, Reitherman attinge alle illustrazioni realizzate da Eyvind Earle (1916-2000) per l'intero film, motivando la sua decisione di aver prediletto il coinvolgimento emotivo (sottolineato da un uso irreale dei colori) alla rappresentazione realistica degli eventi, nel seguente modo:
[Il principe] non si sapeva come finisse nelle spine o come il suo cavallo fosse finito lì. [I miei colleghi] Criticarono molto la cosa, quando la mostrai, all'inizio. Ma, per fortuna, a Walt piacque. Non serviva la logica. Non c'era tempo per pensare. Quella cosa [il drago] ti stava sempre addosso. Ed è questo che fa emozionare. È questo che fa scattare l'adrenalina (...) C'è quel momento di calma quando la tensione dei due avversari cresce, e tu non sai esattamente cosa succederà (cfr. il sopracitato making of di La bella addormentata nel bosco).
Disegno di Eyvind Earle

Il duello tra il principe e il drago nel film
Il mio approccio era quanto si poteva dire col movimento e con il conflitto del movimento. E penso di aver sempre apprezzato un culmine, una lotta, perché mi rimescolava le emozioni mentre le stavo facendo. E sono certo che se le rimescolava a me, avrebbe rimescolato fino al limite anche quelle del pubblico (cfr. il sopracitato commento audio a Dumbo). 
Ulteriori informazioni sull'approcio dell'animatore tedesco alle scene d'azione, vengono offerte da suo figlio Bruce (voce di Mowgli in Il Libro della Giungla): "So che spesso mio padre affrontava queste scene dal punto di vista di chi era consapevole di perdere lo scontro, per poi provare a scongiurare che ciò accadesse. Quando guardi queste scene stai per forza sulle spine, perché non sai come andrà a finire" (cfr. il sopracitato making of di Lilli e il Vagabondo).
Wolfgang Reitherman

Nonostante l'innegabile valore artistico de La bella addormentata nel bosco, gli incassi del film non riuscirono a fare fronte alle enormi spese sostenute per realizzarlo, rendendo quindi necessario un taglio ai costi di produzione e del personale, che si concretizza con l'adozione della "tecnica Xerox" - in pratica, delle macchine fotocopiatrici automatiche che sostituiscono il lavoro manuale di inchiostratori e ricalcatori dei disegni degli animatori -, sperimentata per la prima volta da Reitherman con il cortometraggio Goliath II (1960), per il quale firma da solo la regia.




Vhs contenente Goliath II

La "xerografia" viene subito adottata per i film La carica dei 101 (1961) - in cui Woolie dirige una sequenza in cui ricompaiono alcuni personaggi di Lilli e il Vagabondo - e La Spada nella Roccia. Quest'ultimo vede il debutto individuale di Reitherman alla regia di un lungometraggio, divenendo il primo animatore Disney a seguire personalmente la direzione di un intero film. Ciò è possibile poiché Walt Disney, ormai alle prese con più fronti produttivi e gestionali (cinema, tv, parchi divertimento, merchandising), ritiene Woolie un uomo di fiducia: "Ogni volta che voglio sapere cos'è che il pubblico pensa su un film che sto realizzando, chiedo a Woolie, perché in un certo senso è il ragazzo americano per antonomasia. (...) Se Woolie approva una certa cosa o avanza un suggerimento io considero il suo parere molto favorevolmente" (cfr. Vita di Walt Disney - Uomo, sognatore e genio, di Michael Barrier, Tunué, 2009, pag. 404).

I personaggi del film "Il Libro della Giungla"
(fonte)

Tuttavia, non essendo stato del tutto soddisfatto dagli esiti artistici de La carica dei 101 e de La Spada nella Roccia, Disney decide di seguire personalmente la produzione del successivo film d'animazione, Il Libro della Giungla, affidandone la regia nuovamente a Reitherman. 
È durante la produzione di questa pellicola che le condizioni di salute di Disney si aggravano a un punto tale da costringerlo ad abbandonare i suoi collaboratori. Ricoverato in ospedale e ormai prossimo alla morte (avvenuta il 15/12/1966), Disney chiede a Reitherman di fargli visita, come ricordato dal figlio Bruce dell'animatore tedesco: "C'è stato un pomeriggio, quando Walt era malato, quando la sua fine era ormai prossima, in cui aveva chiamato mio padre in ospedale per dirgli che assumesse lui il controllo, che portasse avanti i film animati allo studio" (cfr. il making of del Libro della Giungla, inserito nell'edizione dvd del 2007).


Dal Radiocorriere Tv n. 50 (1980)

A quel punto, come raccontato da Woolie, "si trattava di sopravvivenza, da come la vedevo io e da come la vedevano quasi tutti gli animatori. Bisognava mantenere in vita questa cosa, questa cosa chiamata Walt Disney Animation. (...) Gli animatori mi hanno sempre rispettato fino a un certo punto. Con tutti i grandi talenti che si trovavano là, non era facile ottenere rispetto" (cfr. il sopracitato making of del Libro della Giungla).


Red e Toby (1981)

Durante la gestione artistica di Reitherman si assiste al completamento de Il libro della giungla e alla produzione dei successivi Gli Aristogatti, Robin Hood, Le avventure di Winnie the Pooh (1977, film di montaggio al cui interno si trova il cortometraggio Troppo vento per Winnie Pooh, che valse un Oscar a Reitherman nel 1968), Le avventure di Bianca e Bernie (1977), fino al momento in cui i contrasti interni agli animatori disneyani esplodono durante la lavorazione di Red e Toby nemiciamici (1981), film del quale Reitherman segue la produzione, caratterizzata dalla rivolta di un gruppo di disegnatori capitanato dal suo ex allievo Don Bluth, determinato a rompere con le scelte artistiche di Woolie e a mettersi in proprio per produrre il lungometraggio Brisby e il segreto di NIMH (1982), provocando così quello "scisma" all'interno del mondo dell'animazione statunitense che caratterizzò fortemente gli anni '80, segnati dai successi riscossi dal "ribelle" Bluth (con film come Fievel sbarca in America [1986] e Alla ricerca della Valle Incantata) e dalle difficoltà della Disney, che nel 1985, anno della morte di Reitherman e del flop del film Taron e la pentola magica, dovette affrontare uno dei suoi periodi più bui.


Nonostante il momento di grande difficoltà, la Disney riuscirà a reagire con la produzione di nuovi film animati di successo come La Sirenetta (1989), ai quali prenderà parte quella nuova generazione di artisti che lavorò fianco a fianco con Reitherman e con gli altri animatori più anziani a Red e Toby, facendo avverare quanto auspicato dal regista tedesco in questa sua dichiarazione del 1982: "Sette anni fa, avevo paura che dopo che anche noi ci fossimo ritirati, non sarebbe rimasto più nessuno a continuare la tradizione Disney. Ma poi decidemmo di iniziare un "programma di reclutamento". Invitammo tutti coloro che lo volevano e [che] dimostravano talento a passare un paio di mesi con noi, a realizzare quel che volevano; i risultati sono stati molto promettenti. Red e Toby nemiciamici è la prima grande prova del nostro successo. È stato realizzato da gente nuova, e dimostra che la tradizione Disney può continuare" (cfr. il sopracitato articolo di David Robinson).

6 commenti:

  1. Non avendo più (felicemente!) fb, te li faccio qui gli auguri per un ottimo 2016! :)
    Un abbraccio!
    Orlando

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    1. Ciao Orlando, grazie mille per il pensiero e per gli auguri! Tanti auguri per un grande 2016 anche a te! ;)
      Un abbraccio, ciao!

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  2. Grazie per aver scritto questo articolo . sono vissuta e piacevolmente rilassata con mia figlia grazie a tutti i film della Disney .

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    1. Prego, grazie a te per averlo apprezzato e per il tuo commento.

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  3. I film diretti da Reitherman sono a volte criticati per qualche scena riciclata qua e la e per la stilizzazione causata dal processo xerografico, ma ancora oggi diverse generazioni si divertono ad appassionano con queste pellicole. "Gli aristogatti" è a tutt' oggi una delle più belle commedie mai fatte e "Robin hood" per essere un lavoro in economia diciamo è ancora bello coinvolgente.
    Bella e preveggente la sua dichiarazione posta alla fine. Peccato che non poté godersi a lungo la pensione e vedere il lavoro dei nuovi animatori.
    Ah, però che ganzo che era da giovane! ^^ Non sapevo fosse stato pilota nel secondo conflitto mondiale!

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  4. La scena finale de LBANB fa ancora oggi paura! Per l' epoca fare in live-action una scena simile ben riuscita era fantascienza praticamente. In campo animato invece lui e gli altri ci regalarono questo piccolo capolavoro!
    Belle ed interessanti le citazioni. ^^
    "So che spesso mio padre affrontava queste scene dal punto di vista di chi era consapevole di perdere lo scontro, per poi provare a scongiurare che ciò accadesse"

    In effetti la faccia di Filippo fa trasparire questo! XD

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