lunedì 9 novembre 2015

Gli eroi di cartone (1970-1971) di Luciano Pinelli e Lucio Dalla: i Peanuts, Mr. Magoo, Asterix e tanti altri.



Tra i programmi televisivi che più hanno contribuito a far conoscere l'arte dell'animazione e del fumetto in Italia, merita una particolare attenzione Gli eroi di cartone, ideato da Luciano Pinelli, condotto da Lucio Dalla e trasmesso dalla Rai nei primi anni '70. Per contrastare la mancanza di informazioni su Gli eroi di Cartone e in particolare sulla gestione di Pinelli e Nicola "Nico" Garrone (padre del regista Matteo Garrone) di questo programma (a cui fece seguito quella curata da Nicoletta Artom e Sergio Trinchero), vi si dedica un doveroso approfondimento, fornendo informazioni supplementari a quanto già scritto su di esso in questo blog.


È nel febbraio del 1970 che, sulle pagine del settimanale Radiocorriere TV (all'epoca testata ufficiale della Rai), si allude per la prima volta a Gli eroi di cartone, con l'annuncio della sua preparazione:
Lucio Dalla, il barbuto cantante bolognese che ha partecipato a due Festival di Sanremo, quasi certamente sarà il presentatore di una nuova rubrica per ragazzi. Nel progetto sono previsti servizi sui più famosi personaggi dei comics e sugli eroi dei fumetti riservati agli adolescenti. Alla realizzazione di questa trasmissione sta già lavorando il regista Luciano Pinelli.
(cfr. pag. 23 della rubrica "Linea diretta" a cura di Ernesto Baldo, Radiocorriere TV n. 8, 1970).
Radiocorriere n. 12, 1970

Entrambi bolognesi, Dalla e Pinelli avevano già lavorato insieme al film I sovversivi (1967) dei fratelli Taviani, il primo nelle vesti di attore mentre il secondo in quelle di assistente alla regia. Del programma televisivo che li vede riuniti e che debutta venerdì 3 aprile 1970 all'interno della fascia pomeridiana della "TV dei ragazzi" del Programma Nazionale (Raiuno), il Radiocorriere offre la seguente presentazione:
I più celebri personaggi dei cartoni animati stanno per arrivare sui teleschermi attraverso un ciclo di trasmissioni - Gli eroi di cartone - che si propone di analizzare, tra l'altro, il rapporto tra fumetti e cartoni animati. La serie, articolata in 23 puntate, dovrebbe prendere il via ai primi di aprile con una periodicità bisettimanale: martedì e venerdì alle 18.15. La presentazione de Gli eroi di cartone è affidata a Lucio Dalla che è anche l'autore della musica della canzone-sigla la quale verrà interpretata da Rosolino [Ron], la rivelazione dell'ultimo Festival di Sanremo.
Storicamente questo filone di personaggi si colloca, secondo i critici più accreditati, in un'epoca posteriore al boom di Walt Disney. La nuova era dei cartoni animati americani cominciò negli anni Quaranta con [Stephen] Bosustow, un disegnatore che si staccò dal gruppo Disney in seguito ad una agitazione sindacale [nel 1941], e formò una nuova équipe [l'UPA, United Productions of America] che invece di puntare sul mondo animale centrò la sua attenzione su vicende e "caratteri" della società umana.
Disegno di Mister Magoo firmato da Stephen Bosustow
(fonte)
Il primo personaggio di questo nuovo filone fu Mister Magoo, da noi ancora poco noto, e che adesso vedremo nel corso della serie televisiva. Non sarà, comunque, Mister Magoo ad inaugurare il ciclo degli eroi di cartone. I realizzatori Nicola Garrone e Luciano Pinelli proprio per sollecitare l'attenzione del pubblico gli hanno preferito il più popolare Charlie Brown. La creatura di Charles Schulz fece il suo debutto alla televisione italiana il giorno di Natale del 1969 [col cortometraggio televisivo Buon Natale, Charlie Brown! (commissionato dalla Coca-Cola, diretto da Bill Melendez e trasmesso negli USA dalla CBS, il 9 dicembre 1965; titolo originale: "A Charlie Brown Christmas"), sul Programma Nazionale alle 17:00], ma in questo prossimo ciclo le sue avventure sono del tutto inedite [si trattava di 5 cortometraggi realizzati per la CBS tra il 1966 e il 1969]. Tra l'altro parlerà in milanese. Una scelta che non si può definire certo casuale. Charlie Brown infatti simboleggia per gli americani l'uomo solo in una società altamente industrializzata, l'isolato nella grande civiltà consumistica. E un paragone con l'Italia può reggere particolarmente con Milano. (...)
Radiocorriere n. 12, 1970

Vignetta dedicata al cortometraggio natalizio dei Peanuts
(fonte)
La serie de Gli eroi di cartone non si limita alla produzione americana post Disney, ma farà conoscere anche i personaggi usciti dalla fantasia dei più conosciuti disegnatori europei.
L'Italia sarà rappresentata da alcuni "cartoons" di [Pino] Zac [Bruno] Bozzetto.
(cfr. l'articolo Sul video i più celebri di E. B., Radiocorriere n. 12, 1970).
Pino Zac, dal Radiocorriere n. 35 del 1970

Non si tratta tuttavia del primo programma ad affrontare la storia del cartone animato in televisione, dato che già nell'autunno del 1956 (a partire dal 4 ottobre), venne mandata in onda la trasmissione settimanale Oggi lavoro io - Storia del cartone animato - collocata al giovedì in seconda serata, dopo le 22:00, per poi essere spostata, dal 26 gennaio 1957, all'interno della fascia pomeridiana della "TV dei ragazzi" -, curata da Roberto Gavioli e Walter Alberti, i quali si occuparono del mondo dell'animazione internazionale, trattando, oltre alla Disney e alla già citata UPA, autori come gli statunitensi Ub Iwerks e Paul Terry, come il francese Paul Grimault (punto di riferimento artistico per Isao Takahata e Hayao Miyazaki) e come l'italiano Antonio Rubino (1880-1964), figura cardine del mondo del fumetto e dell'animazione nel nostro paese. Di questa trasmissione è possibile leggere il seguente articolo di presentazione, dove si accenna alle origini del cinema d'animazione e ai pionieri come Émile Cohl:


Radiocorriere n. 40, 1956

Radiocorriere n. 40, 1956

Tornando a Gli eroi di cartone, una breve breve carrellata analitica e storica dei personaggi trattati nel primo ciclo di puntate, è offerta da quest'estratto dall'articolo I mille guai della pantera rosa di S. G. Biamonte (cfr. Radiocorriere n. 22, 1970, pag. 40), pubblicato in occasione della messa in onda di una puntata in cui Lucio Dalla intervistò l'attrice Claudia Cardinale, interpellata per via della sua partecipazione al film La pantera rosa (1963) di Blake Edwards, del quale è celebre la sequenza d'animazione dei titoli di testa, con protagonista il personaggio umoristico della "pantera rosa":
Luciano Pinelli (...) dice che questi personaggi del "Gruppo Warner" [i Looney Tunes: Bugs Bunny, Daffy Duck, ecc...] sono tra i più importanti che i disegni animati americani abbiano prodotto in opposizione ai modelli disneyani, o comunque al di fuori di essi. Il Picchiarello e l'Andy Panda di Walter Lantz rappresentano infatti l'elemento grottesco. Il Gerald McBoing Boing di Bon Cannon e il Mister Magoo di Stephen Bosustow segnano la rivincita delle disavventure "umane" su quelle degli eroi del mondo animale. Nelle invenzioni di Hanna e Barbera (l'orso Yoghi, Braccobaldo, gli "Antenati", i "Pronipoti", ecc.) c'è il trionfo dello spettacolo pop. Con Bunny, Silvestro, Speedy Gonzales, Willy Coyote e gli altri protagonisti delle storie ideate da [Friz] Freleng, [Robert] McKimson e [Chuck] Jones, la violenza entra senza mezzi termini nel mondo dei disegni animati: questi personaggi non fanno a pugni, né si prendono a bastonate, ma cercano addirittura di distruggersi adoperando il cannone e la dinamite; nel migliore dei casi, si prendono a fucilate.
Pink Panther non ha niente di tutto questo, naturalmente. È un personaggio sofisticato, molto "mod", tipico dei nostri tempi consumistici. Friz Freleng non l'ha imparentato per nessun verso ai "characters" che aveva disegnato per più di vent'anni alla Warner Bros. Sembra anzi che l'abbia deliberatamente sradicato dal tessuto sociale e culturale della moderna società americana, facendone quasi un portabandiera buffo e pasticcione del "disimpegno".
Super 8 di un cartoon della "Pantera Rosa"

Accanto alla messa in onda pomeridiana de Gli eroi di cartone, a partire da sabato 20 giugno 1970 ne viene affiancata un'altra, realizzata per la prima serata del Secondo Canale (Raidue), nella quale, oltre a riproporre alcuni cartoni già inseriti nell'edizione pomeridiana (come quelli di Charlie Brown), vengono inserite interviste agli autori dei personaggi, come nel caso di Charles Schulz, o interventi critici di intellettuali, storici, esperti di fumetto e scrittori come l'umorista Marcello Marchesi, il quale viene consultato nella puntata del 12/09/1970 dedicata al personaggio francese Asterix, creato da René Goscinny e Albert Uderzo.


Radiocorriere n. 25, 1970


Radiocorriere n. 36, 1970

Tra le persone intervistate da Dalla per l'edizione serale, vi è anche Sergio Trinchero che, nel suo libro autobiografico Vita col fumetto (1983, L'Oasi Editoriale), così racconta le circostanze del suo coinvolgimento in Gli eroi di cartone:
Pinelli mi volle tra i presentatori di "almeno una puntata" della sua trasmissione, lasciandomi scegliere tra i personaggi ancora "liberi". Scelsi "Bugs Bunny", perché mi piacciono i conigli (vivi) e la settimana dopo, a Roma, la troupe televisiva venne a Via Pais. Ai miei accostamenti visivi del "coniglio rompicollo" con Marlon Brando, bullo dell'eponimo "Bulli e pupe", e con lo scatenato Fred Astaire, Luciano Pinelli si entusiasmò a tal punto di volermi nuovamente come presentatore di "Mio Mao" [Felix the cat], nella puntata dedicata al "micio errabondo". Poi, a quel punto, rotti gli indugi, mi volle stabilmente in redazione. (cfr. pag. 100).
Presentazione della puntata dedicata a Bugs Bunny
(Radiocorriere n. 29, 1970)
Presentatore era Lucio Dalla, amico di vecchia data del Pinelli. La scelta di Lucio, come "filo conduttore" era stata una delle magistrali intuizioni di Luciano. Infatti la musicalità di Dalla (se si fa eccezione per la canzone "Fumetto" della sigla) era sfruttata in chiave di presenza fisica. (...) Disordinato, arruffone, "residuato d'infanzia", Lucio Dalla voleva difendere i cattivi e intanto metteva sottosopra il set degli "Eroi di cartone", con l'aiuto della sua "gang": i suoi orchestrali, capitanati dal riccioluto Rosalino Cellamare (oggi, coi capelli rasati, detto: "Ron"). (cfr. pag. 101-102).
Lucio Dalla ritratto da Sergio Trinchero,
dal libro Vita col fumetto (1983)

Le edizioni pomeridiane e serali de Gli eroi di cartone si concludono rispettivamente il 28/07/1970 e il 3/10/1970, per poi riprendere con un nuovo ciclo di puntate pomeridiane a partire dal 17/11/1970 e fino al 22/06/1971, avente come filo conduttore l'approfondimento sul "character [personaggio] nel disegno animato americano, dalle origini alla vigilia della seconda guerra mondiale". È per queste nuove puntate che Sergio Trinchero entra a far parte in pianta stabile dello staff del programma, mentre la conduzione continua a essere affidata a Lucio Dalla, sebbene lui sia intenzionato a partecipare al festival di Sanremo del 1971 con la canzone 4 marzo 1943, scritta insieme a Paola Pallottino, con la quale è costretto ad apportare alcune censure al testo del brano - i versi "e anche adesso che bestemmio e bevo vino/per ladri e puttane sono Gesù Bambino", vengono sostituiti da "e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino/per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino" -, il quale, nella sua edizione definitiva, rappresenta comunque un testo molto "audace" per quel periodo storico, specie considerando che veniva interpretato dal conduttore di un programma tv di cartoni animati.


45 giri della canzone 4 marzo 1943 di Lucio Dalla

Così Trinchero ricorda quel periodo:
Ma eravamo nel 1971 e Dalla trionfava a Sanremo con "4 marzo 1943", autobiografica e geniale canzone. Era, in fondo, una canzone a una mamma, ma che combinava irriverenza e religiosità, poesia e ribellione. La gente la fischiettò subito e la ribattezzò: "Gesù bambino". Lucio cominciò a far "serate" dappertutto e diventò un grosso problema. Già non era stato mai puntuale alle registrazioni, adesso: beato chi lo vedeva! Pinelli fu costretto a cercarsi un nuovo presentatore. (cfr. pag. 102).
La scelta del sostituto di Dalla ricade su Pippo Franco, allora pressoché sconosciuto al grande pubblico ma già noto a Trinchero e ad altre persone del mondo del fumetto, in quanto Franco lavorò, negli anni '60, alla colorazione dell'edizione italiana (a cura della casa editrice Fratelli Spada) del fumetto Il principe Valiant (aka "Il principe Valentino") di Hal Foster. È nel seguente modo che Trinchero racconta la partecipazione di Pippo Franco a Gli eroi di cartone:
Cercherà di far ridere i telespettatori degli "Eroi di cartone", travestito da Olivia [la compagna di Braccio di Ferro/Popeye]. Purtroppo Pinelli cercava una specie di Peter Sellers, al quale mettere in bocca allusive battute. Pippo è invece un tipo di comico che deve andare a ruota libera. Quando deve presentare "Mr. Natural", il personaggio "underground" di Robert Crumb [l'autore di Fritz il gatto], pronunciando in inglese, "Mister Naciural di Cramb", dice: "Mister Naturàl du Cramb" in perfetto stile francese. Stop. Si rigira e lui, di nuovo: "Mister Natural du Cramb", per tutta la mattinata e così rimane.
Luciano, che bontà sua, crede più nelle mie doti di attore che di pittore, in una puntata mi butta in scena, di spalla a Pippo, nel ruolo dello svagato "Professor Trincheren", ologo in fumetto. (cfr. pag. 102).

Come intuibile, la partecipazione di Franco al programma non è molto positiva, il che provoca la sua sostituzione dopo alcune puntate. Nonostante gli impegni, Lucio Dalla ritorna a condurre il programma, come raccontato da Trinchero: Quando torna  Lucio Dalla, con Pinelli e Lucio, in redazione si torna a respirare sana aria emiliana. Anche perché, al terzo vertice del triangolo bolognese ci sarà: Federica Taddei, coadiuvante di Lucio alle presentazioni. Federica è intelligente come il cantautore, ma un bel po' più bella. Come Lucio, alterna al brio, delle pause malinconiche. (cfr. pag. 103).

Lucio Dalla e Federica Taddei,
dal Radiocorriere n. 27, 1970

Come già avvenuto l'anno precedente, accanto all'edizione pomeridiana de Gli eroi di cartone, se ne affianca una serale settimanale, condotta dalla coppia Dalla/Taddei e trasmessa di sabato in prima serata sul Secondo Canale, debuttando il 19/06/1971 per poi concludersi il 28/08/1971. In occasione dell'esordio di questo nuovo ciclo serale, Trinchero pubblica un articolo sulla rivista di fumetti Linus, dove vengono raccontati gli aspetti prestigiosi e innovativi di queste nuove puntate, caratterizzate dal superamento di molte difficoltà nella reperibilità di informazioni e materiali audiovisivi:
Il ciclo ha un'importanza notevole. Siamo stati noi della redazione i primi ad impararlo... a nostre spese. È stato durante il lavoro di preparazione quando, a mezzo di vaglia internazionali, abbiamo fatto l'incetta dei libri, scritti in tutte le lingue, sull'argomento animazione. Grazie ai numerosi festivals, gli autori dei "trattati" sanno tutto sugli animatori di Zagabria e Varsavia o sulla macchina a spilli di [Alexandre] Alexeieff [autore del prologo disegnato del film Il processo (1962) di Orson Welles]. Il resto è notte. Nella parte consacrata al cinema americano, su cinquanta pagine occupate da Walt Disney, ce n'è sì e no una dedicata ai veri grandi dell' "animated cartoon".
Da Linus n. 75
Ci siamo rivolti per "air mail" ai cartoonist amici, che in quanto tali pensavamo servissero proprio a questo: a darci informazioni sul cinema d'animazione 1908-1938. Quelli coi quali siamo in maggiore confidenza, hanno risposto che se avessero saputo tutto quello che volevamo sapere, avrebbero scritto un libro sull'argomento. Gli altri... non ci hanno mai risposto. Ma intanto, in seguito alle pazienti ricerche in USA, Canada e Inghilterra, presso case distributrici, collezionisti privati, cineteche o musei del cinema, sono arrivati i films. Alla moviola sembravamo temponauti che visionavano avvenimenti registrati da una civiltà estinta. Poi qualche anima buona come Luis Gasca ci ha spedito delle immaginette, di vago sapore mortuario, di animatori e cartoonist che facevano al caso nostro. Attraverso una specie di "catena di S. Antonio", sono cominciate a fluire in redazione, da collezionisti USA e editori di fanzines: xeros [fotocopie] di vecchie interviste, ritagli e informazioni che in alcuni casi avevano il carattere della "soffiata". Ci siamo messi a "decifrare" i testi, i "credits" dei films, ad incastrare nomi e date e, sorprendentemente, ha preso vita una delle più fertili stagioni dell'animazione. (...) 
Nei pochi metri [di pellicola] reperiti di "Little Nemo" (1910), gli unici probabilmente cinematografati dall'autore, Nemo fa una corsetta, tutto qui. Delusione che diventa pretesto per un interessante esperimento di rilettura cinematografica di un fumetto, quando Luciano Pinelli e Nicola Garrone, in collaborazione con Sandro Lodolo, animano le tavole di Nemo per prolungare la corsa del sognonauta attraverso il paesaggio americano.
Lo staff de "Gli eroi di cartone",
(cfr. Linus n. 75, giugno 1971)
Al di là dei fini spettacolari di un divertimento intelligente la rubrica de "Gli eroi di cartone" ha come intento culturale quello di fornire agli studiosi di cinema e a quelli dei fumetti, un repertorio, mai arrivato in Europa, indispensabile per la conoscenza di un fenomeno artistico di eccezionale cospicuità. Perché (...) se fumetti e disegno animato sono due fenomeni complementari, vano sarebbe discutere e analizzare criticamente e storicamente un mezzo d'espressione prescindendo dall'altro.
(cfr. l'articolo Giugno TV: gli eroi di cartone, di Sergio Trinchero, Linus n. 75, giugno 1971).
Tra le varie opere d'animazione visionate e trattate da Trinchero e dal resto dello staff de Gli eroi di cartone, vi sono anche i cartoon di Betty Boop, della quale, nel programma, vengono citati i numerosi problemi che essa ebbe con la censura statunitense, che decretarono lo snaturamento e il declino del personaggio. Oltre ai conflitti con la censura, Gli eroi di cartone affronta anche le produzioni animate più "adulte" e drammatiche, come nel caso del cortometraggio di propaganda The Sinking of the Lusitania ("L'affondamento del Lusitania"; 1918, visionabile qui) di Winsor McCay, incentrato sul tragico destino del transatlantico inglese Lusitania, avvenuto nel 1915 a causa di un siluro lanciato da un sottomarino tedesco con il preciso scopo di affondare la nave, provocando oltre un migliaio di morti appartenenti a diverse nazionalità. Quest'opera di McCay viene così descritta e contestualizzata da Trinchero nel suo già citato articolo per Linus:
Differenziandosi dal primitivo cinema d'animazione europeo, che ha in Émile Cohl il suo più valido esponente, e il cui punto di riferimento per l'autore è l'atelier dell'artista, l'animazione americana si può dire nasca nella redazione dei giornali, non perde mai quindi il contatto con il pubblico, con la cronaca e i problemi del tempo. A monte di "The Sinking of the Lusitania" c'è questa coabitazione, nello stesso giornale, dei fatti di cronaca con le "funnies". Nel film, McCay descrive con 25.000 disegni l'affondamento da parte dei tedeschi della nave americana. Le immagini rallentate e le volute di fumo "ululanti" hanno un tale pathos che par di assistere realmente alla tragedia.
The Sinking of the Lusitania (1918)

La gestione de Gli eroi di cartone di Luciano Pinelli con la conduzione di Lucio Dalla termina definitivamente nell'estate del 1971, con la già citata puntata serale del 28 agosto. A partire dal novembre di quello stesso anno Gli eroi di cartone torna in onda, ma unicamente nella fascia pomeridiana e gestito in modo diverso da Nicoletta Artom (anch'essa, in precedenza, già parte dello staff del programma) e Sergio Trinchero, ricevendo anche alcune critiche per la semplificazione dei contenuti della trasmissione. Si apre così quel nuovo ciclo di puntate che proseguirà, anche attraverso alcune repliche, fino al 1976.

N. B. L'approfondimento sul ciclo successivo de Gli eroi di cartone è disponibile a questo link.
Un elenco dettagliato degli argomenti di tutte le puntate de Gli eroi di cartone, accompagnato dall'indicazione della data di messa in onda di ciascuna puntata, è reperibile a questo link.

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N. B. (Aggiornamento del 09/02/2016): Riguardo al secondo ciclo serale de Gli eroi di cartone iniziato il 19/06/1971 con una puntata dedicata a Betty Boop, sul Corriere della Sera ne venne fatta la seguente presentazione, contenente preziose informazioni sugli ascolti e sulla composizione del pubblico dell'edizione pomeridiana della trasmissione:
Dopo aver divertito i ragazzi, gli "eroi di cartone" verranno proposti ora agli adulti. Il ciclo di "cartoons" che prenderà congedo domani dalla Tv dei ragazzi con Il cagnolino Pudgy [appartenente a Betty Boop], risulta essere stato seguito anche da tre milioni di papà e mamme. Di qui la decisione di riproporre un nuovo ciclo del programma curato da Luciano Pinelli, stavolta rivolto ai "grandi".
A partire da sabato prossimo sul secondo canale, in alternativa a "Senza rete" e al posto di "Mille e una sera" saranno messe in onda dieci trasmissioni scelte fra quelle che hanno avuto maggior successo nell'edizione pomeridiana e riproposte in una veste rinnovata e ampliata che tiene appunto conto delle diverse esigenze del pubblico adulto.
(cfr. E adesso per gli adulti, dieci "eroi di cartone", di Anonimo, 14-15/06/1971)

Betty Boop e il suo cagnolino Pudgy,
dal cartoon Little Nobody (1935)


6 commenti:

  1. Bellissimo questo approfondimento, è molto utile avere una disamina così accurata su una trasmissione importante come "gli eroi di cartone"! Su una cosa che citi in particolare ho raccolto diverso materiale in questi mesi, spero di poterlo pubblicare quanto prima. Un saluto!

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    1. Ciao Andrea, grazie per l'apprezzamento e per il tuo commento. Aspetto di poter leggere l'articolo del tuo blog in cui tratterai l'argomento a cui ti stai riferendo. Buon lavoro nel frattempo. Ciao!

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  2. E chi sapeva che Pippo Franco aveva colorato il Prince Valiant dei fratelli Spada? Anche se io di loro in quegli anni compravo soprattutto Phantom, e alcune volte Gordon e Mandrake.
    Magnifico articolo, come sempre!

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  3. Caro Ale, aspetto sempre i tuoi articoli, e anche quelli di Andrea P, perché sono sempre, immancabilmente bellissimi, interessanti, pieni di cose e di stimoli e di questo te (ve) ne sono profondamente grato.
    Un carissimo saluto!
    Orlando

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  4. Ottimo articolo, mi permetto di segnalarti una mia rielaborazione del topic che avevo aperto nel link da te indicato, con l'aggiunta di immagini e filmati:
    http://www.anni70.net/forum/viewtopic.php?f=2&t=517
    E con maggiori dettagli rispetto alla mia prima stesura. Magari può interessare.

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    1. Ti ringrazio per l'apprezzamento e per la segnalazione dell'aggiornamento del topic che avevi aperto. Hai fatto bene a segnalarmi l'aggiunta di immagini e filmati nel tuo topic. ;)

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