venerdì 11 luglio 2014

Cruising (1980) - Il film maledetto di William Friedkin e Al Pacino



Oltre a L’Esorcista (1973, di cui si era parlato qui nel blog), il regista William Friedkin può vantare, all’interno della sua filmografia, diverse pellicole di forte interesse, spesso sottovalutate o stroncate da pubblico e critica. Tra di esse merita particolare attenzione Cruising (1980), opera “maledetta” per lungo tempo invisibile a parte alcuni rari passaggi televisivi notturni su Raiuno (in una versione ampiamente censurata), fino al momento della pubblicazione del dvd italiano, avvenuta, per ora, solo all'interno della collana da edicola Ciak – Gli introvabili, a gennaio 2013.


William Friedkin e Al Pacino durante le riprese di Cruising
(fonte)

Cruising
 - termine che indica sia il "pedinamento" effettuato da poliziotti, sia il "battere" (battuage) in luoghi riservati alla ricerca di sesso occasionale o agli incontri tra "scambisti" -, è il film dove convergono molti degli elementi più interessanti che accomunano le pellicole fino ad allora realizzate da Friedkin: l’omosessualità maschile di Festa per il compleanno del caro amico Harold (1970); la critica verso i metodi brutali usati da alcuni poliziotti in Il Braccio violento della legge (1971); i tormenti interiori che lacerano i protagonisti e ne mettono in discussione le proprie certezze, come accade a Padre Karras in L’Esorcista; l'accettare una difficile missione in un territorio pericoloso e sconosciuto, come nel caso degli ambigui protagonisti de Il salario della paura (1977). Oltre a tutto ciò, Cruising è anche un’opera che fa comprendere quanto il cinema di Friedkin sia stato spesso oggetto di feroci contestazioni, equivoci e scandali mediatici.



Locandina originale del film Il salario della paura
(fonte)

Numerosi sono i luoghi comuni e le leggende infondate che avvolgono molte sue opere, come nel caso di “Popeye”, soprannome di Jimmy Doyle, personaggio ispirato all’agente della narcotici Eddie Egan e protagonista de Il Braccio violento della legge. A lungo si è ritenuto che “Popeye” (“Papà” nel doppiaggio italiano) derivasse da “Braccio di Ferro” – protagonista di fumetti e cartoni animati, il cui nome originale è “Popeye the Sailor” –, ma in realtà esso è un nomignolo dato ad Egan dai suoi colleghi, poiché lui era solito frequentare un locale irlandese chiamato “Popeye’s Den”, come descritto nell’articolo della rivista Life (numero del 
10/12/1971) Detective Egan’s new assignment di P. F. Kluge - scrittore e giornalista noto per aver pubblicato, sempre su Life, il servizio, scritto insieme a Thomas Moore, a cui si ispirò il film Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975) di Sidney Lumet -, reperibile nel web attraverso Google Libri.

La spiegazione del nome "Popeye",
da Life (10/12/1971)

Come in Il Braccio violento della legge, il protagonista di Cruising è un poliziotto a cui non mancano dei lati oscuri. Al lavoro svolto dagli agenti di polizia Friedkin ha sempre prestato molta attenzione, non esitando a criticarlo attraverso i suoi film, per via della paura che provava verso di essi da bambino – "Paura del potere che avevano di picchiare qualcuno a sangue e schiaffarlo in galera solo perché il colore della sua pelle non gli andava a genio", cfr. l'intervista al regista presente nel libro di Giulia D’Agnolo Vallan, William Friedkin, edito dal Torino Film Festival nel 2004, pag. 56 –, e per un suo trauma giovanile legato a un suo zio di Chicago - Harry Lang, servito da esempio per la serie tv Gli Intoccabili (1959-1963, trasmessa dalla ABC), da cui poi derivò il film omonimo di Brian De Palma del 1987 -, in apparenza un poliziotto impeccabile noto per aver contribuito all'arresto del boss Frank Nitti, ma in realtà corrotto da tangenti. Riguardo a questo suo zio, Friedkin ha dichiarato che, guardando Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) di Elio Petri, gli sembrò di trovarsi davanti ad un album di famiglia.


Oltre al romanzo omonimo (risalente al 1970) di Gerald Walker (1928-2004, reporter del New York Times), Cruising è ispirato ad alcuni articoli scritti da Arthur Bell per la testata newyorkese The Village Voice (giornale che criticò Friedkin per Festa per il compleanno del caro amico Harold) e incentrati sui delitti insoluti avvenuti nei locali sadomaso gay (“gay leathers bar”) nei primi anni ‘70.
Un'ulteriore fonte di ispirazione sono i colloqui di Friedkin con l’agente Randy Jurgensen (interprete del detective Lefransky nel film), che per individuare un assassino lavorò, in incognito, con un suo collega all’interno della comunità gay negli anni '60, frequentando alcuni dei luoghi presenti nella pellicola e rimanendone molto turbato psicologicamente.
Oltre a tutto ciò, Friedkin rimase molto colpito dall’arresto di Paul Bateson, persona che recitò in L’Esorcista come infermiere nella scena dell’arteriogramma, e della cui vicenda si era già parlato nell'articolo del blog dedicato a quel film.


Copertina del romanzo di Gerald Walker
Edizione del 1970, pubblicata da Stein and Day
(fonte)

Ulteriore punto di contatto con
L’Esorcista, è la presenza di Jack Nitzsche come autore della colonna sonora. Mentre per il celebre horror di Friedkin, Nitzsche aveva realizzato (insieme a Krzysztof Penderecki) solo il brano Iraq (udibile nella parte iniziale del film), per Cruising cura l’intera colonna sonora, scegliendo brani di band punk rock (come i Germs) e new wave (i canadesi Rough Trade, presenti col brano Shakedown) da inserire nella pellicola, rispettando le indicazioni di Friedkin. Il modo del regista di concepire la musica in Cruising e in altri suoi film (“in tutti i film che ho fatto, ho pensato che la colonna sonora debba essere sempre del tutto separata dalla fotografia”, cfr. il documentario Exorcising Cruising presente nel dvd di Cruising), lo avvicina molto a quello di Dario Argento, autore italiano del quale Friedkin si è sempre dichiarato un estimatore: "Amo tantissimo 4 mosche di velluto grigio, L'uccello dalla piume di cristallo, Suspiria, Profondo Rosso. I suoi film sono così lirici, e uno che proprio adoro è Opera, è grande, fanculo i critici, hanno torto, non è roba per i recensori, è il tuo stomaco che recensisce i film! Così L'albero del male [1990] per me è stato un tentativo di fare un film alla Dario Argento e non è riuscito per niente" (cfr. Roy Menarini, William Friedkin, Il Castoro, 2003, pag. 6).



Friedkin e Argento condividono, inoltre, la passione per il regista Fritz Lang (Friedkin lo intervistò nel 1974, mentre Argento lo citò esplicitamente in 4 mosche di velluto grigio e attinse al suo film Dietro la porta chiusa per Suspiria), del quale hanno parlato pubblicamente nel corso di un evento tenutosi il 16/01/2003 al Torino Film Festival, di cui è possibile leggere la trascrizione, a cura di Davide Di Giorgio, a questo link.
Non a caso, proprio in Cruising si possono trovare alcune situazioni tipicamente “argentiane”, come l’omicidio nel parco o il fatto che il killer, prima di uccidere, ripeta sempre una filastrocca infantile, come emerge dalla visione del trailer del film, visionabile a questo link.

Lo spaventapasseri (1973)

Prodotto dalla Lorimar Pictures, distribuito dalla United Artists e girato in ambienti reali (tra cui un vero obitorio), Cruising vanta la presenza di Al Pacino come protagonista. L’attore, che aveva già interpretato un gay in Quel pomeriggio di un giorno da cani e anche un uomo vittima di un’aggressione omosessuale in Lo spaventapasseri (1973), era felice di poter lavorare con Friedkin, ma durante le riprese ebbe prima dei problemi con un maldestro taglio di capelli fattogli da un barbiere, per poi rimanere molto scosso dalle numerosi contestazioni avvenute durante la lavorazione e soprattutto dalla visione del film al termine del montaggio, restandone talmente turbato da non voler più parlare di questa pellicola, sebbene in essa offra un’interpretazione magistrale. Su Pacino, Friedkin (che gli avrebbe preferito Richard Gere in questo film) ha dichiarato: “il suo talento è stato quasi interamente sacrificato a una recitazione sopra le righe (…). E invece le sue performance sono state efficaci solo quando è stato tenuto ‘sotto controllo’ (…). In Cruising ho provato anch’io a non lasciargli briglia sciolta, ma di quel film non ha mai capito il significato, non ci ha mai badato davvero” (cfr. il sopracitato libro di Giulia D’Agnolo Vallan, pag. 71).



Al Pacino e William Friedkin, durante le riprese di Cruising
(fonte)

Ambientato a New York, Cruising inizia col ritrovamento di membra umane che galleggiano sul fiume Hudson. Esaminate all’obitorio da un coroner e da un detective, esse provocano la reazione insolita di quest’ultimo: non avendo al momento tempo per indagare, il detective chiede al coroner di depositare quei resti nella categoria C.U.P.P.I. (“circostanze indefinite fino ad una indagine della polizia”, un modo per non doversi impegnare in un’indagine), suscitando la reazione rabbiosa del medico: “l’unico modo in cui potete perseguire un omicidio ormai, è se c’è un uomo che mette la firma su una confessione!". La critica verso i poliziotti prosegue con l’entrata in scena di due agenti in servizio notturno con la loro auto. Uno di essi, DiSimone, si lamenta della moglie da cui si è da poco separato ed è interpretato da Joe Spinell (celebre protagonista del film Maniac [1980], di William Lustig), attore che proprio in quel periodo aveva da poco divorziato, contribuendo così a rendere molto labile il confine tra realtà e fantasia in Cruising. Per sfogare le proprie frustrazioni, l’uomo e il suo collega prendono di mira un paio di transessuali, fermandoli, facendoli salire in auto e costringendo uno di loro a praticare sesso orale.


Edizione italiana del libro di Walker, pubblicata nel 1981
(fonte)

L’atteggiamento critico verso gli agenti di polizia non risparmia neanche il protagonista Steve Burns (Pacino), agente che, nel corso del film, critica il comportamento dei suoi colleghi (“non ho accettato questo lavoro per rovinare uno solo perché è gay”), ma che è molto ambizioso e nasconde qualcosa persino alla propria compagna con cui convive (“ci sono molte cose che non sai di me”, dice alla donna, mentre la guarda ambiguamente), gettando su sé stesso un’ombra oscura che si amplifica sempre più nel corso del film, suscitando un disagio crescente nello spettatore.


Steve Burns (Al Pacino) e il capitano Edelson (Paul Sorvino)

L’apice delle critiche verso il modo di agire della polizia è raggiunto da un dialogo tra il detective capo Berman e il capitano Edelson (responsabile delle indagini e diretto superiore di Burns), nel quale il primo informa il secondo di ricevere continue telefonate dal Commissario, dal sindaco, dalle associazioni gay, poiché l’opinione pubblica vuole che la polizia dimostri di saper fermare gli omicidi dei gay, sebbene sia plausibile per Edelson e per gli spettatori, che i crimini siano stati commessi da persone diverse; non a caso il killer, nel film, è interpretato da attori diversi e doppiato da un ulteriore attore, indicato come “voce di Jack” nei titoli di coda, alludendo a Jack Lo Squartatore. Dopo aver ricordato a Nelson che era stato lui a raccomandarlo al Commissario, che sono in gioco le carriere di entrambi e che è imminente una convention cittadina dei Democratici, Berman lo invita a “risolvere la faccenda, non importa come”. La reazione di Edelson è quella di trovare un colpevole su cui scaricare le colpe di tutti gli omicidi, inclusi i ritrovamenti di membra umane (in una scena girata ma non montata, è Berman che ordina a Edelson di includere anche i “delitti dei sacchi”), ma questa sua determinazione non darà gli esiti sperati.



Locandina d'epoca.
(fonte)

Nonostante queste evidenti critiche verso le forze dell’ordine, le contestazioni subite da Cruising provengono da un altro settore della società, quello dei giornalisti e delle associazioni gay. Come rivelato da Friedkin in Exorcising Cruising, “c’erano molti personaggi gay ad alto profilo, a New York e in tutto il paese, e politici, che facevano pressione per fermare il film e impedirne le riprese”. Giornalisti e attivisti gay avevano già preso di mira il regista per Festa per il compleanno del caro amico Harold (diversi suoi interpreti erano uomini realmente gay, alcuni dei quali poi morti a causa dell’Aids), accusandolo di aver descritto i gay come persone frustrate, autodistruttive e prive di serenità, e criticando quanto dichiarato in proposito da Friedkin, il quale spiegò che Harold è incentrato sul problema dei rapporti umani; infatti, nel film, si trattano i temi dell’amicizia maschile, delle difficoltà nei rapporti uomo/donna e perfino dell’omofobia di un eterosessuale verso i gay.

Locandina tedesca del film

Tra i contestatori che attaccano Cruising prima, durante e dopo le riprese (sulla testata Village Voice si giunge a scrivere che “i proprietari di locali gay sono pregati di mandare Friedkin affanculo ogni volta che si farà vedere in giro con il suo maledetto film”, cfr. il sopracitato libro di Roy Menarini, pag. 68), vi è anche il giornalista Vito Russo, il quale lo critica anche nel suo saggio Lo schermo velato e nel documentario (del 1995) da esso derivato. Russo e gli altri accusatori del film non gradirono il graffito su un muro collocato nell'inquadratura iniziale, composto dalla scritta "Noi siamo ovunque" ("We're everywhere"), la quale è stata tagliata da Friedkin nell'edizione in dvd del film, dove è assente anche l'avvertimento iniziale (presente nell'edizione della pellicola trasmessa dalla Rai) che spiegava come il film non fosse da considerare rappresentativo dello stile di vita delle comunità gay. Secondo i critici, la frase "Noi siamo ovunque" alludeva allo slogan usato dai movimenti gay statunitensi durante gli scontri (noti come 
"moti di Stonewall") con la polizia avvenuti a New York nel 1969, ed era stata inserita nel film come riferimento negativo alla presenza di persone gay tra la popolazione eterosessuale, lasciando intendere, a causa della vicenda narrata dal film, che ogni gay fosse un potenziale assassino o una minaccia per gli eterosessuali. Come sostenuto da un manifesto di protesta contro Cruising (“ci saranno gay che moriranno a causa di questo film”), furono invece delle persone gay a divenire vittime di un evento tragico successivo alla distribuzione del film nelle sale: nel novembre 1980, il figlio di un ministro sparò contro i clienti di un locale gay presente nel film, uccidendo due persone.


Le proteste contro il film, raccontate dalla stampa italiana
Corriere della Sera, 30/07/1979

Travolto dalle contestazioni e dalle richieste della commissione censoria dell’MPAA, Friedkin taglia 40 minuti dal film – a questo materiale tagliato è ispirata la pellicola Interior. Leather Bar (2013), di James Franco e Travis Mathews –, e subisce un devastante flop quando Cruising esce nelle sale statunitensi e internazionali, accompagnato anche da numerose critiche negative e stroncature.


Cruising: Al Pacino in una foto di scena

L'ostilità nei confronti del film è tale che anche Al Pacino viene preso di mira dalla stampa
, che lo colpisce parlando anche della sua vita privata:
Per l'occasione anche Hollywood ritrova un rigurgito di antico perbenismo e, anche se più con ironia che con ferocia, sottopone Al Pacino a una campagna di ostilità e di malignità, che coinvolge il "privato" dell'attore, scava nelle sue disastrose relazioni sentimentali, nel tipo di personalità delle donne più importanti della sua vita. Due principalmente: Jill Clayburgh, conosciuta ai tempi dell'Actor's Studio, non ancora Una donna tutta sola [film del 1978], che lo salvò nei momenti più disperati nei primi anni bui della carriera, e Marthe Keller, l'attrice svizzera sua partner in Un attimo, una vita [1977], che lo salvò dalla disperazione in cui era caduto alla fine della storia con la Clayburgh. (A salvarlo dalla disperazione per il fallimento della storia con la Keller sembra che siano state dosi piuttosto sostanziose di alcool). Due donne piuttosto dure, decise, madri-forti, tipiche scelte di un uomo debole e poco virile, si è detto...
Al Pacino ha reagito aggredendo: "Vogliono dire che sono anch'io un gay? Se così fosse, non ci sarebbe tanto da meravigliarsi, considerato che tre quarti degli abitanti di quella cloaca soleggiata che si chiama Hollywood sono omosessuali...".
E, anche se Hollywood si è calmata nei suoi confronti, lui continua a ignorarla e persegue il sogno, non ancora realizzato, di interpretare un film su
[Amedeo] Modigliani in Francia. "Qualcuno insinua che lo interpreterei a meraviglia perché è morto alcolizzato. Forse è vero. In certi momenti cerco anch'io l'aiuto dell'alcool e credo di aver vissuto molti stati d'animo come quelli che visse Modigliani...". 
(cfr. l'articolo Un finto timido carico di seduzione, di Maria Pia Fusco, Radiocorriere TV, n. 25, 1982)
Cruising in prima tv su Italia 1 alle 20:30, il 7 maggio 1990
Dal Radiocorriere TV n. 18 (1990)

Sebbene a causa dei tagli Cruising sfugga ad un’analisi esauriente e ad una comprensione completa da parte dello spettatore, si tratta comunque di un’opera che merita di essere riscoperta nella sua edizione in dvd, per la quale il film è stato rimaneggiato da Friedkin nel 2007 (si spera che in futuro possa essere pubblicata anche la versione originale uscita in sala, per ora disponibile in Italia solo grazie all'edizione in vhs della GVR/General Video, risalente agli anni '80). Riguardo al materiale tagliato, del quale Friedkin parlò anche nel corso del sopracitato evento torinese, Friedkin ha recentemente dichiarato che esso era composto da "pornografia" che lui non renderà mai pubblica.


Edizione italiana in vhs della GVR (General Video)

A parte la questione delle scene tagliate, è dall'edizione inglese della pellicola che emerge in modo particolare il complesso e affascinante lavoro svolto da Friedkin nella regia, da Nitzsche nella cura della colonna sonora, dagli attori (Pacino in primis) nella cura della propria recitazione, e dal direttore della fotografia James Contner (memorabili le inquadrature che precedono il duello finale nel parco). Un lavoro di gruppo che suscita ancora oggi svariate emozioni: sconcerto, repulsione, stupore e un forte senso di disagio che persiste anche dopo la visione dei titoli di coda, poiché la pellicola non è per niente rassicurante, ma suscita principalmente domande, stimolando molteplici interpretazioni e la volontà di saperne di più su questo film realmente maledetto.


N.B. I dialoghi di Cruising riportati nel corso dell’articolo, provengono dall’edizione inglese del film.

N. B. 2: La prima edizione di questo articolo (pubblicata a maggio 2013), è reperibile a questo link:

http://www.fascinationcinema.it/approfondimenti/971-oltre-l-esorcista-cruising-di-william-friedkin

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