martedì 13 maggio 2014

Godzilla (1954) - Il manga sulla lavorazione del film originale



Tra i tanti fumetti nipponici pubblicati sulla rivista Kappa Magazine (Star Comics) meritevoli di attenzione, vi è Tutti gli uomini di Gojira - La vera storia di Ishiro Honda ("Gojira o Tsukutta Otokotachi - Honda Ishiro Monogatari"), realizzato da Kazuya Ataki nel 2001, pubblicato da Kodansha in collaborazione con la Toho Film, la società che produsse il primo film di Godzilla (Gojira in originale) nel 1954.


Cofanetto vhs del 1998

Pubblicato sui numeri 124 (ottobre 2002, qui "Ataki" è stato storpiato in "Kataki" nel titolo inserito all'interno del primo episodio del manga) e 125 (novembre 2002) di quella rivista, questo manga concentra l'attenzione su Ishiro Honda, il regista del primo film di Godzilla, artista fortemente sottovalutato in Italia a causa dei tempi pioneristici in cui realizzò le sue opere di fantascienza - genere per lungo tempo visto con diffidenza e trattato con scarsa attenzione dalla critica cinematografica e dal mondo accademico del nostro paese -, e soprattutto per via delle numerose censure e alterazioni che esse hanno subito in Italia, dove spesso sono state distribuite le edizioni statunitensi dei suoi film, le quali presentavano rimaneggiamenti dei dialoghi e del montaggio, tagli, inserimenti di scene appositamente girate per le edizioni statunitensi da altri registi, come accaduto alla sua opera più famosa, Godzilla, della quale, in Italia, è stata distribuita l'edizione originale (in giapponese coi sottotitoli in italiano) in vhs solo nel 1998 (si trattava di un cofanetto edito da Yamato Video con le due versioni del film), a cui poi ha fatto seguito un'edizione in dvd nel 2003, contenente entrambe le versioni, ma attualmente fuori catalogo. Fino al 1998, nel nostro paese, era sempre circolata l'edizione statunitense del film, prodotta nel 1956 e contenente scene con l'attore Raymond Burr (celebre interprete di Perry Mason) assenti nella versione nipponica, sceneggiate da Al C. Ward e girate da Terry O. Morse appositamente per la distribuzione internazionale del film. Come facilmente intuibile, delle due edizioni quella più interessante e importante è quella firmata da Honda e trattata nel manga di Ataki.

Akira Kurosawa nel manga

Dopo un breve prologo ambientato nel presente, il fumetto di Ataki si sposta nel marzo del 1954, raccontando la grande amicizia esistente tra Akira Kurosawa (il quale aveva appena concluso le riprese de I sette samurai) e Honda. I due erano amici già da lungo tempo, entrambi accomunati dalla passione per il cinema e dai loro esordi come assistenti alla regia alla Toho. Purtroppo, a causa dell'espansionismo militare del Giappone e della conseguente seconda guerra mondiale, Honda fu costretto ad abbandonare l'attività cinematografica e ad arruolarsi nell'esercito, rimanendovi per diversi anni. Tuttavia, al termine della guerra seppe reinserirsi nel mondo del cinema, lavorando come assistente alla regia per Kurosawa nel noir metropolitano e neorealista Cane Randagio (1949), e firmando la regia di alcuni lungometraggi alla Toho. L'esperienza della guerra vissuta in prima persona e la distruzione provocata dalle due bombe atomiche sganciate sul Giappone, lasciarono in Honda il desiderio di affrontare questi argomenti al cinema, per denunciare la gravità della devastazione della natura compiuta dalle nuove armi dell'uomo e il pericolo per l'intera umanità di un nuovo conflitto bellico.

Lucky Dragon N. 5, di Kaneto Shindo
(fonte)

Come mostrato nel manga, Honda condivideva queste sue intenzioni con il produttore della Toho Tomoyuki Tanaka, il quale, come il regista, rimase molto colpito dalla notizia dell'esperimento denominato "Castle Bravo", effettuato dall'esercito statunitense all'Atollo Bikini nel 1954, facendovi esplodere una Bomba H (all'idrogeno, molto più potente delle atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki) che coinvolse il peschereccio nipponico "Daigo Fukuryu Maru" (lett. "Drago Fortunato"), contaminandone i membri dell'equipaggio con la radioattività e provocando, successivamente, la morte di uno di essi, come approfondito in questo articolo del blog.

Questa vicenda, poi trattata dal regista Kaneto Shindo nel film drammatico Lucky Dragon N. 5 (1959, inedito in Italia), fu la molla che spinse Honda e Tanaka ad iniziare a lavorare al progetto "G", dal quale sarebbe poi derivato Godzilla. Sebbene i dirigenti della Toho fossero scettici di fronte alla possibilità di finanziare la produzione di un film incentrato su un mostro gigante contaminato dalle radiazioni che assale Tokyo, Honda e Tanaka riuscirono a coinvolgere nella pre-produzione Eiji Tsuburaya, esperto in effetti speciali alla ricerca di una buona storia che potesse valorizzare pienamente l'importanza del proprio lavoro, che diede un contributo essenziale alla creazione del film e a convincere i vertici della Toho ad avviarne la produzione.


Godzilla e Eiji Tsuburaya

Il manga di Ataki è dunque un buon modo per conoscere meglio l'identità di Ishiro Honda e la sua determinazione che lo spinse a realizzare un film innovativo dal forte impatto emotivo sugli spettatori, per denunciare in modo drammatico la pericolosità delle armi nucleari e delle radiazioni, tematica che affiora in molte altre opere del regista, come Uomini H (1958) e Frankenstein alla conquista della Terra (1965); in quest'ultimo si rievocano esplicitamente l'esplosione della bomba atomica su Hiroshima e i suoi tragici effetti sulla popolazione.


Honda esprime le sue volontà

Per quello che invece riguarda Godzilla, dopo quel primo drammatico e cupo film in bianco e nero, egli è divenuto protagonista di numerose pellicole dai toni spesso maggiormente leggeri, le quali lo vedevano di frequente in un ruolo positivo, annacquandone l'originale concezione negativa e perturbante. La presenza di Godzilla al cinema non si è però mai interrotta ed è tuttora in attività, grazie al nuovo film diretto da Gareth Edwards e ai tanti omaggi e riferimenti ottenuti nel corso dei decenni, come nel recente caso del film d'autore francese Holy Motors (2012) di Leos Carax, dove, in una scena in cui si allude anche al romanzo Lo strano caso del dottor Jekyll e Mister Hyde (1886) di Robert Louis Stevenson, è possibile ascoltare il brano Sinking of Bingou-Maru composto da Akira Ifukube per il film di Honda e presente in molti dei film successivi su Godzilla, divenendo così l'incarnazione musicale dell'avanzare minaccioso del mostro.

Per concludere, in occasione dell'uscita del nuovo film su Godzilla al cinema e del sessantesimo anniversario del film originale, a chi volesse informarsi maggiormente su Honda e sulla sua creatura, si segnala il libro Godzilla il re dei mostri di Davide Di Giorgio, Andrea Gigante e Gordiano Lupi, edito da Il Foglio nel 2012.

P.S. Tra i tanti incontri/scontri cinematografici in cui è stato coinvolto Godzilla nel corso degli anni, merita di esserne ricordato uno particolarmente anomalo, realizzato dallo statunitense Marv Newland in un breve cortometraggio d'animazione del 1969. Si tratta di Bambi meets Godzilla, visionabile a questo link.

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